Gli interventi correttivi riguardano sia opere di risanamento in edifici preesistenti che precauzioni e accorgimenti da mettere in pratica nelle nuove costruzioni. In entrambi i casi lo scopo è di impedire, o limitare, le infiltrazioni di gas radon. Tale obiettivo può essere raggiunto con diverse tecniche e modalità di intervento riferibili a due principali meccanismi funzionali: ostacolare l'infiltrazione attraverso una barriera impermeabile al Radon, che può essere costituita da diversi materiali, o vanificare l'effetto di aspirazione verso il suolo intervenendo sul regime delle pressioni.

Bonifica dal Radon: risanare l'esistente

Nel caso di edifici esistenti la mitigazione può essere effettuata modificando passivamente (senza l’ausilio di ventole meccaniche) il regime delle pressioni: impedendo l'instaurarsi del differenziale depressivo agendo sulle temperature degli elementi di frontiera: con isolanti che impediscano la conduzione del calore interno all'estradosso degli elementi tecnici a contatto con il terreno.
Altra soluzione potrebbe essere quella di impedire l'istaurarsi del “gap depressivo” agendo sulla ventilazione naturale che riporta in equilibrio le condizioni di pressione interne ed esterne.
Nel caso di elevate concentrazioni saranno più indicate le mitigazioni attive (per mezzo di ventole o aspiratori meccanici) come la ventilazione forzata: aumentando il valore della pressione interna rispetto all'esterno e impedendo così l'ingresso del gas oppure diminuendola nell'ambiente a contatto con il terreno in modo tale da frenare la diffusione negli altri ambienti. L'intervento di risanamento attivo si potrà basare sia sulla riduzione delle infiltrazioni, con vari tipi di barriere, che sulla modifica (positiva o negativa) delle pressioni sotto il solaio contro terra, ove raggiungibile, oppure, agendo all'interno dell'edificio e modificando le pressioni tra il vano al piano terra, quando non abitato, e la parte residenziale. Tali interventi presentano, il primo, elevati costi di realizzazione, il secondo elevati costi di esercizio, per la necessità di alimentare elettricamente il sistema di controllo delle pressioni.

Radon: prevenzione sul nuovo

In previsione di un’alta concentrazione durante la fase di progettazione dell’edificio l'intervento preventivo si baserà sull’impermeabilizzazione dello scavo di fondazione con materiali che impediscano la risalita del gas oltre che una limitata superficie di scambio tra il terreno e l’edificio nonché, in condizioni particolari, una predisposizione per l’installazione di una misura di mitigazione attiva.

Prima di intervenire su un edificio esistente occorre tenere conto dei livelli di concentrazione, della natura del terreno, della distribuzione interna dell’edificio e della tipologia costruttiva. Solo da qualche anno le misure di prevenzione e risanamento da radon sono considerati compiti da integrare seriamente nella progettazione di un edificio. In alcuni casi le misure di protezione dal radon entrano in conflitto con le finalità progettuali, mentre in altri sono molte le sinergie che possono essere sfruttate per un aumento di qualità edilizia.
Nel caso dell’impermeabilità dell’aria nelle nuove costruzioni e negli edifici risanati, il ricambio d’aria fresca deve avvenire per mezzo di apposite aperture o di impianti di ventilazione. Il luogo di provenienza dell’aria fresca dovrebbe essere ben definito, come quello di espulsione in atmosfera dell’aria evacuata. Gli impianti, la tipologia costruttiva e, se possibile, le abitudini degli occupanti sono dati da considerare per la collocazione delle aperture di scambio.  In un edificio progettato in modo da considerare gli accorgimenti sopra descritti difficilmente si formerà un odore di stantio provocato dall’umidità che, come già descritto, funge da vincolo.
Alcune tecniche di risanamento possono contribuire a risolvere l’insufficiente ricambio d’aria e a diminuire gli odori malsani o la presenza di sostanze nocive (come microbi o spore) dovuti all’umidità. Le misure atte a proteggere l’edificio dall’umidità sono esattamente parallele alle esigenze della protezione dal radon. Un’altra importante ed efficace tecnologia costruttiva ai fini di un ottimale isolamento termico è la netta separazione tra locali riscaldati e non riscaldati. In genere questa suddivisione coincide con la linea d’isolamento primario o secondario contro il radon.

Gli isolanti termici non sono progettati per isolare anche dal radon ma abbinando a questi delle barriere antiradon si avrà un duplice beneficio
Molte aziende italiane rinunciano ad appalti in cui è richiesta la certificazione protezione radon poichè non strutturate a tali fini. La nostra consulenza pone fine a questa tendenza.
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